Notizie di cronaca nelle Marche
Il Commissario Straordinario Giovanni Legnini ha incontrato a Roma i presidenti e i delegati delle quattro regioni coinvolte dal sisma 2016, per fare il punto sul lavoro svolto nel corso di quest’anno ed impostare le linee di azione per 2021, che “dovrà essere – ha detto il Commissario - l’anno del decollo definitivo della ricostruzione. La priorità, sfruttando anche l’assunzione di 150 nuove unità di personale negli Uffici Speciali della Ricostruzione, è quella di accelerare l’esame della grande quantità di domande di contributo arrivate nel corso del 2020 e consentire l’apertura del massimo numero possibile di cantieri”. Legnini, che ha affrontato i medesimi argomenti in videoconferenza con i 138 sindaci dei comuni colpiti dal terremoto. “L’altra grande sfida che abbiamo davanti per il prossimo anno – ha sottolineato Legnini – è quella di far partire i cantieri della ricostruzione pubblica, anche sfruttando i poteri in deroga concessi al Commissario, che potranno essere delegati agli stessi sindaci”.

Nell’occasione il Commissario ha diffuso un nuovo aggiornamento dei dati sulla ricostruzione. Nonostante l'emergenza sanitaria, che ha imposto anche un blocco temporaneo dei cantieri, e l'evoluzione della normativa, che ha costretto i professionisti ad un adattamento, nel 2020 la ricostruzione privata nel Centro Italia dopo il sisma 2016 ha avuto una forte accelerazione.

Le domande di contributo per la riparazione o la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma sono cresciute del 66% rispetto all'anno precedente, passando da 12.063 a fine 2019 alle 19.593 presenti sulla piattaforma informatica al 28 dicembre 2020. Rispetto agli 80 mila edifici inagibili censiti inizialmente, le richieste di contributo sono un quarto del totale.

Significativo, nel corso dell’anno, è stato l'afflusso di domande, oltre 5.000, per la riparazione dei danni lievi. La scadenza del termine del 30 novembre è stata mantenuta ferma, dopo undici proroghe, ma agevolata da un forte snellimento degli adempimenti.

Nel corso dell'anno sono state approvate 2.742 richieste, portando il totale delle domande che hanno ottenuto il contributo a 7.031 (7151), con una crescita del 63%. I fondi per la ricostruzione privata effettivamente erogati attingendo al plafond Cdp sono stati pari, alla data del 10 dicembre scorso, a 381 milioni di euro, quasi la metà della spesa complessiva erogata dal 2017, pari a 684 milioni di euro.

Al 28 dicembre di quest'anno c’erano 3.175 cantieri in fase di lavorazione, mentre gli interventi conclusi con il ripristino degli immobili erano 3.982. Nel corso del 2020 circa 1.600 famiglie hanno potuto fare il loro rientro nell’abitazione riparata o ricostruita. 2 I tempi medi di approvazione delle richieste di contributo si sono drasticamente ridotti con le nuove procedure introdotte con l'Ordinanza 100, che attribuisce ai professionisti il compito di certificare le conformità e stabilisce tempi certi entro i quali i Comuni e gli Uffici Speciali devono esprimere le loro valutazioni, prevedendo meccanismi come il silenzio assenso e i poteri sostitutivi in capo al Commissario. Rispetto ad una media di circa 14 mesi per l'ottenimento del contributo con le vecchie procedure, le istanze presentate ai sensi dell'Ordinanza 100, praticamente tutte le nuove domande, impiegano una media di 65 giorni.

Procede anche la ricostruzione pubblica, pur risentendo ancora dei vincoli e degli ostacoli burocratici del passato, in buona parte superati con i provvedimenti normativi varati nel corso dell'estate, dalle semplificazioni ai poteri in deroga concessi al Commissario. I molteplici interventi finanziati dalle Ordinanze (per 2,2 miliardi di euro) sono stati verificati, in alcuni casi riprogrammati e inseriti in un elenco unico che contiene 1.200 opere pubbliche, alle quali si aggiungono circa 900 chiese. La spesa effettiva per le opere pubbliche, a fine novembre, era pari a 239 milioni di euro, con una crescita del 31% rispetto a fine 2019.

Anche dal punto di vista della pianificazione urbanistica dei centri più colpiti dal sisma, dopo quasi quattro anni di sostanziale paralisi, si registrano sviluppi incoraggianti. Molti comuni che avevano scelto la strada di ricostruire con i Piani attuativi, strumenti che comportano procedure molto lunghe, stanno orientandosi sui PSR - Programmi Straordinari di Ricostruzione introdotti con l'Ordinanza 101, strumenti altrettanto efficaci, potendo attivare deroghe specifiche in materia urbanistica, ma molto più flessibili e di rapida attuazione. Il PSR è stato già adottato dal Comune di Caldarola, mentre sono in fase avanzata di predisposizione i PSR di Camerino, Valfornace, Pieve Torina, e sono pronti ad adottarli anche altri Comuni particolarmente colpiti dal sisma: Visso, Ussita, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Tolentino. Altri ancora hanno deciso di inserire la programmazione effettuata ai fini dei Piani Attuativi in un Programma Straordinario.


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Neppure il tempo di "gioire" per l'approvazione da parte della Società Quadrilatero del progetto esecutivo degli ultimi due lotti della Pedemontana Fabriano - Muccia, i cui lavori dovrebbero essere ultimati entro il 2023, che subito sembrano sorgere problemi sul tracciato e soprattutto sullo sbocco della strada nella zona di Muccia - Camerino.

A sollevare la questione i titolari di alcune attività nella zona artigianale di Rio, dove ci sono un liquorificio, un mozzarellificio, una vendita all'ingrosso, un'azienda di sementi, una società di pompe funebri con relativi passi carrabili "a raso", che manifestano le loro perplessità al riguardo, oltre ad aver inviato diffide alla Quadrilatero, denunciando pubblicamente una situazione che, a loro dire, comporterebbe un grande spreco di denaro pubblico.

"Quello che chiediamo - a parlare Stelio Corridoni, titolare del liquorificio - è che si torni al progetto originario, che prevedeva un tracciato interrato in trincea tra il ponte delle Gaggie e l'incrocio per Muccia con percorso coperto fino a Rio, modificato per mancanza di fondi, e si eviti di far morire un'arteria così importante per il territorio in una zona artigianale, oltre tutto su una strada assolutamente inadeguata, come la vecchia statale verso Muccia, e che non è in grado di sopportare il relativo volume di traffico. Oltretutto - conclude Corridoni - nel tratto sul versante verso Sfercia la strada terminerebbe dentro la zona artigianale lungo una strada, la comunale di San Marcello, molto stretta e in forte pendenza".

progetto

Un progetto che, dunque, sembra non prevedere uno sbocco consono ad un'arteria attesa ormai da anni e che viene sollevato, prevedendo anche una raccolta di firme, prima che i lavori abbiano effettivamente inizio, con alcuni operai che hanno già effettuato i relativi sopralluoghi. Il forte timore è che tutta la situazione possa condurre ad una delle "classiche" incompiute di cui purtroppo l'Italia vanta il poco invidiabile primato.

progetto carta


particolare progetto
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In poco più di due mesi varata la prima manovra della Giunta Acquaroli per un totale di 523 milioni di euro (209 milioni per il 2021, 167 milioni per il 2022, 147 per il 2023). Quattro le priorità che il presidente Acquaroli ha voluto individuare nelle sue linee di mandato – famiglia, imprese, fragilità e eccellenze – e che si sono tradotte per la prima volta in un documento di economia e finanza regionale che esprime una visione strategica prima ancora che un freddo elenco di numeri.

“Abbiamo ricevuto una regione in coma – afferma l’assessore al Bilancio, Guido Castelli – già afflitta da una profondissima emergenza economica e sociale, ancora prima della pandemia, che con la crisi sanitaria si è ulteriormente aggravata. Tutti gli indicatori economici parlano di un territorio profondamente ferito e da risollevare, con una guida politica forte e responsabile. Dopo il 31 marzo si rischia una forte emergenza sociale, per questo abbiamo voluto appostare 15 milioni per sostenere le aziende delle aree di crisi complessa del territorio, e un set di iniziative di riordino delle politiche attive del lavoro finalizzato a contrastare l’emergenza sociale. A ciò si aggiunga una serie di interventi per circa 30 milioni di euro, che abbiamo messo in campo per contenere gli effetti della pandemia, che si sono già scaricati sulle attività più direttamente colpite. In quest’ottica di rilancio della regione – aggiunge l’assessore Castelli – “il primo obbligo a cui si deve assolvere è quello di diventare più efficienti”.

“L’approvazione del bilancio 2021-2023 rappresenta un vero e proprio cambio di passo delle politiche della Regione, realizzato in soli 60 giorni dell’insediamento della Giunta, per andare diritti agli obiettivi di mandato che l'assessorato affidatomi e la giunta si sono prefissati”. Così sottolinea l'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici Francesco Baldelli che entra nel merito: “La Regione Marche ha stanziato 5,7 milioni di euro da investire per la progettazione di opere e infrastrutture. Un vero cambio di passo perché la Regione, da oltre 10 anni, non finanziava progetti di infrastrutture e non aveva quindi alcuna visione per il futuro. Senza progetti, inoltre, è di fatto impossibile ottenere finanziamenti, poiché gran parte dei fondi comunitari e nazionali vengono assegnati solo per opere e infrastrutture già in stato avanzato di progettazione e quindi cantierabili in breve tempo. E così, dopo 10 anni di letargo, la Regione Marche torna finalmente a mettere mano agli elaborati progettuali, con l'obiettivo di creare progressivamente un sistema interconnesso e intermodale di strade, ferrovie e ciclabili che faccia dialogare le Marche con tutto il centro Italia e con le principali direttive nazionali ed internazionali. Partendo da porto, aeroporto e interporto, che dovranno diventare i principali punti di snodo da cui si dipanerà tutta la rete di trasporto regionale. L'obiettivo è collegare costa e entroterra senza soluzione di continuità tramite la Pedemontana delle Marche e il sistema delle intervallive. Oltre ai 5,7 milioni di euro per la progettazione - prosegue l'assessore Baldelli - sono stanziati in bilancio 70 milioni di euro per realizzare nuove strade e piste ciclabili e ulteriori 20 milioni per la manutenzione delle esistenti”.

Tra le deleghe dell'assessore Baldelli, anche l'Edilizia ospedaliera
: “Alle risorse destinate dallo Stato abbiamo aggiunto, già in questa prima fase, 12 milioni di euro della Regione per l'adeguamento delle strutture sanitarie ed ospedaliere. L'esperienza del Covid-19 ha mostrato la necessità di rivedere l'organizzazione sanitaria ed ospedaliera delle Marche, che è collassata durante la pandemia della scorsa primavera. Così, a poche settimane dal suo insediamento, questa Giunta ha bloccato la previsione degli ospedali unici che ha spogliato l'entroterra marchigiano dei suoi nosocomi, con la lesione del diritto alla salute dei suoi abitanti”.

“Lega Marche soddisfatta del primo bilancio preventivo della giunta di Centrodestra in cui rappresenta il primo partito. Si consolida anche per il futuro la visione incentrata sulle politiche sociali ed economiche - lo dichiara il presidente del gruppo consiliare Lega Renzo Marinelli che è anche presidente della commissione permanente che si occupa del Bilancio - In soli 60 giorni di governo abbiamo fatto un mezzo miracolo con il bilancio che era vincolato in alcuni ambiti anche su base pluriennale. Abbiamo fatto un’analisi attenta dell’esistente e subito impresso il cambio di rotta ancor più necessario nell’anno che andremo ad affrontare: non contribuiti ai soliti noti, ma supporto autentico e decisivo, per quanto di nostra competenza, nei settori che sono più a rischio: lavoro e sociale, quest’ultimo inteso nel senso più ampio. Ci troviamo in mano una regione male amministrata per anni ed anni e dobbiamo farla rialzare al più presto dalla sua terza crisi consecutiva. Non sarà facile, ma non siamo gente che si spaventa facilmente – prosegue il presidente del gruppo consiliare Lega - L’obiettivo è far ripartire il tessuto socio-economico senza lasciare indietro nessuno: dalla scuola allo spettacolo, dalla sanità al sociale, dalle micro imprese all’agricoltura abbiamo già dimostrato di avere non solo idee chiare ma soprattutto, volontà e capacità di dare risposte. I marchigiani ci hanno affidato buona parte del loro futuro: non lasceremo nulla di intentato per onorare l’impegno che ci siamo assunti nei loro confronti”.



f.u.
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Un viaggio di una compagnia di Arcieri, direttamente dal Medioevo, da Castelluccio fino a Visso. E’ un bellissimo video di rievocazione storica e di promozione del territorio pubblicato dall’associazione di Camerino di tiro con l’arco A.S.D. Aspidum Sagittas. Un video che rientra in un grande progetto desiderato e voluto fortemente, cha fa ricordare che oltre al sisma e alle macerie nelle nostre terre ci sono ancora meraviglie da riscoprire, rivalutare e proteggere, cercando di poter offrire un prodotto che potesse rappresentare al meglio l’attività portata avanti.

Con le riprese di Silvia Borroni e la fotografia di DaveTavanti per tre lunghe giornate fra Castelluccio, Macereto, Visso e Camerino la compagnia storica si è mossa indossando a perfezione i panni di coloro che vogliono raccontare il percorso di una compagnia di Arcieri nella metà del XIV sec fra i monti Sibillini e le sue bellezze storiche e architettoniche. Un viaggio lungo, suggestivo, a volte pericoloso per poter conoscere paure e virtù proprio come fece il Guerrin Meschino che per poter conoscere la sua famiglia e le sue origini, partì da Costantinopoli per raggiungere la Fata Alcina (Sibilla) nel cuore delle Marche.

Il Viaggio parte dal pian grande di Castelluccio, a quel tempo Castello di Monte Precino, dove dei bellissimi cavalli del Ranch dei Sibillini accompagnano gli arcieri ad un incontro per poter avere la mappa del loro tragitto. Un mappa realizzata dalla compagnia su rifacimento di una cartina storica del XIV di alcuni territori del Nord Italia. Immagini che costituiscono una boccata di aria e di speranza soprattutto in questo periodo di chiusura mostrando ampi spazi, scorci stupendi, forse dimenticati. L’associazione dell’Aspidum Sagittas, vuole promuovere la rievocazione storica il più possibile verosimile e filologica, la ricerca nell’arcieria storica, la didattica del tiro con l’arco nelle scuole, la costruzione in proprio delle attrezzature e del vestiario e la divulgazione di archeocucina medioevale e nella scarsella hanno ancora molti altri progetti in fase di sviluppo.


I protagonisti del video dellAssociazione Aspidum Sagittas 2
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Per un dipendente che rifiuta di vaccinarsi contro il Covid-19 si può arrivare al licenziamento. Lo ha sostenuto il professor Pietro Ichino, giurista esperto in diritto del lavoro, che cita l’articolo 2087 del Codice Civile, secondo il quale un datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre e adottare tutte le misure suggerite dalla scienza per garantire la sicurezza, la salute e il benessere di chi opera in un’azienda. Una questione che però tira in ballo la Costituzione, che in materia di trattamenti sanitari obbligatori stabilisce che nessuno può esservi sottoposto se non per legge. Se la volontarietà resta, resterebbe legittima la scelta: per Daniela Barbaresi, Segretaria Generale CGIL Marche, è fondamentale proseguire sulla strada della volontarietà del trattamento e quindi agire sul piano dell’informazione, facendo in modo che sia il più permeante e completa possibile.

“È fondamentale continuare a garantire la libertà di scelta delle persone – afferma la Segretaria – , nella piena consapevolezza però dell'importanza di vaccinarsi: sono fermamente convinta dell'importanza della vaccinazione, e trovo anche molto pericoloso quello che è successo, con gli attacchi all'infermiera romana che è stata vaccinata per prima. Bisogna fare tutto il possibile per debellare questo virus, lo strumento è il vaccino e dobbiamo poterlo utilizzare, a partire dai lavoratori e le lavoratrici più esposti al rischio di contrarre il virus, ovvero gli operatori della sanità, del sociale e dei servizi socio-assistenziali. Io credo che le dichiarazioni di Ichino siano più provocatorie che altro e non credo che il problema possa porsi: sono convinta che saranno tantissimi i lavoratori che decideranno di vaccinarsi, quello che ci risulta infatti è una forte richiesta, di tutte le categorie, di poter partecipare il più presto possibile alla vaccinazione. Questo è anche un appello che voglio fare alle istituzioni: garantire il massimo delle informazioni per mettere nelle condizioni le persone di accedere ai vaccini con consapevolezza con tranquillità”.

l.c.
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Un libro per valorizzare la memoria. “Visso e le sue valli” scritto oltre cinquanta anni fa da Don Ansano Fabbi, è stato ristampato dall’associazione “Visso Futura” e donato agli studenti dell’Altonera.

“Con questa mia ulteriore fatica, presento ai cercatori di memorie e di bellezze artistiche, l'alta Valle del Nera, con al centro Visso e intorno gli estremi confini delle Valli di Ussita e di Castelsantangelo, l'altipiano di Macereto e la zona montuosa di Mevale e Fematre. Essa at­tualmente appartiene alle Marche, ma storicamente per due millenni, ha fatto parte della stirpe e della Regione Umbra. L' Umbria ha formato il carattere forte e costante della genie vissana, ma la vicina Marca lo ha ingentilito con un'arte briosa e piacevole.”

Con queste parole Don Ansano Fabbi raccontava in premessa ai “cercatori di memorie e bellezze artistiche” cosa lo spinse a scrivere un libro su questi territori. Era il 1964. Il sindaco Silvio Sensi nella sua premessa parlò di saggezza delle rubriche scritte da Fabbi capaci di suscitare ammirazione e riflessione.

( nella foto alcuni bambini con il loro libro )

alcuni bambini con il loro libro

Il libro "Visso e le sue valli" di Don Ansano Fabbi, grazie alla volontà dell’associazione “Visso Futura”, è stato ristampato per le edizioni “Il Formichiere” di Marcello Cingolani con l’introduzione alla stampa anastatica del critico e curatore indipendente Maurizio Coccia e donato, lo scorso 18 dicembre a tutti gli alunni delle elementari e medie dell’Istituto Pietro Capuzi di Visso, in cui ci sono anche studenti provenienti da Ussita e Castelsantangelo sul Nera.

“Stiamo seminando un po' di Visso. Forse tra vent'anni nascerà qualcosa.” Così il presidente dell’associazione “Visso Futura” Roberto Flammini che, lontano dalla cittadina vorrebbe che i 36 bambini presenti oggi nel plesso scolastico, possano conoscere e amare questi luoghi, di cui ora purtroppo si fa fatica ad immaginarne il futuro e probabilmente anche il passato. Alcuni di loro sono molto piccoli e non ricordano lo splendore di uno dei borghi più belli d’Italia, non ricordano come era Visso prima che un sisma così forte nel 2016 ne distruggesse la sua bellezza e con essa una parte della storia, della cultura e della socialità. Azioni come questa sono importanti anche per onorarne la memoria. “In queste occasioni tragiche c’è una rottura tra passato e presente. Dopo le prime settimane di scoraggiamento, c’è stato bisogno di uno scatto rappresentato dallo sguardo verso il futuro per cercare di progettarlo – prosegue Flammini – Nell’ottobre 2018 abbiamo fondato questa associazione,  tra i cui  scopi tra l’altro c’è quello di agire per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale, storico – artistico, ambientale, sociale ed economico dei territori dell’Altonera, di elaborare studi e ricerche, avanzando suggerimenti e proposte all’opinione pubblica ed alle amministrazioni pubbliche su temi che riteniamo importanti per la sua conservazione e la sua rinascita. Per noi si tratta di un dovere civico ineludibile come cittadini vissani in uno dei momenti più difficili della storia dei nostri paesi dell’Appennino, in un periodo in cui si debbono prendere decisioni e formalizzare provvedimenti che segneranno il futuro delle nuove generazioni. Noi abbiamo l’obbligo di consegnare delle idee, proporre progetti affinché quelle scuole possano essere ripopolate grazie a delle strategie a lungo termine che possano consentire di aumentare la popolazione come era prima, in quegli anni in cui il libro prendeva forma. Allora 250 bambini della valle frequentavano la scuola.  Oggi senza una strategia che accanto alla ricostruzione materiale affianchi quella socio economica, andremo incontro alla creazione di “gusci vuoti” come li ha giustamente chiamati il Commissario Straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Spetta anche ai cittadini fare la loro parte e contribuire a far conoscere la storia e la cultura dei nostri luoghi, fatta anche di tramandi orali che grazie all’opera di Fabbi abbiamo la fortuna di possedere e l’onere e l’onore di valorizzare e far conoscere. Anche con questi obiettivi “Visso Futura” ha voluto riprodurre in stampa anastatica questo testo organico sulla storia di Visso e le sue valli che dovrà essere nelle case di chi ama questi paesi,
perché siamo convinti che il futuro non si progetta se non si guarda al passato”.

( nella foto alcuni componenti dell'associazione Visso futura)

alcuni componenti lassociazione Visso futura

Nel corso della distribuzione avvenuta all’esterno della scuola, il libro è stato consegnato ad ogni alunno. Nella pagina finale del libro è stato riportato il giorno della consegna e il nome dello studente a cui l’opera è stata destinata. Un segno dell’importanza che ogni piccolo cittadino riveste per il futuro del paese. La professoressa Maura Antonini, che ha contribuito all’organizzazione dell’evento, ha ricordato: “Per volare verso il futuro, occorre stare con i piedi ben piantati a terra, attaccati alle radici, rappresentate anche dal nostro passato”.  

Don Fabbi nella premessa al libro cita i versi dell’idillio “Alla luna” di Leopardi: «Oh come grato occorre il rimembrar delle passate cose, ancor che triste, e che l’affanno duri”. Del poeta recanatese oltre all’originale di “Alla luna”, Visso conservava numerosi manoscritti, su tutti L’Infinito. Don Fabbi allora si augurava “Ho la speranza che queste “rimembranze” siano utili allo sviluppo turistico di questa altrimenti poverissima zona, alla conservazione del suo patrimonio artistico e della pittoresca ambientazione medievale della città.” Un augurio ripreso dall’associazione Visso Futura.

 
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Il Consiglio Comunale di Camerino ha approvato il Programma Straordinario per la Ricostruzione. È mancato però il voto unanime sperato dall’amministrazione Sborgia. Presente anche il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini.
Nella seduta comunale di fine anno, slittata dallo scorso 22 dicembre, l’Assise comunale camerte ha approvato, con otto voti positivi e quattro contrari (assente il consigliere Fanelli), il Programma che, secondo le parole del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, saprà dare nuovo nervo alla ripresa materiale, sociale ed economica della città.
Il Programma è stato illustrato dai consiglieri Anna Ortenzi e Luca Marassi, che, al netto delle specifiche tecniche, hanno posto l’accento sulla fluidità del documento: uno strumento flessibile, che sarà soggetto a modifiche e integrazioni, capace di assorbire le istanze della cittadinanza, della minoranza e dei professionisti in un’ottica di collaborazione. Il consigliere Marassi ha citato quattro pilastri su cui si poggia il PSR: “Velocità, rinascita, programmazione e sicurezza. Non parliamo di un progetto, ma di un programma, modificabile e migliorabile in itinere insieme all’USR per arrivare alla sua forma definitiva. Alla fine del processo di ricostruzione dovremo avere una città più sicura, più attrattiva e più bella. In un’ottica progressiva e di evoluzione della ricostruzione, da domani inizieremo a pensare a un PSR più strategico che di indirizzo: un Programma che preveda il rilancio della vita stessa della città a livello socio-economico. Abbiamo studiato il caso dell’Aquila, e abbiamo scelto una programmazione flessibile, con un ufficio cantierizzazione comunale che scandirà i tempi dei diversi lavori: sarà questo ufficio a stabilire se un cantiere potrà partire, garantendo l’accessibilità e dividendo la città in aree. Questo è un documento condiviso un mese fa con la cittadinanza e con la minoranza: abbiamo cercato in ogni modo di portare un Programma che incontrasse l’unanimità in sede di voto, ma in realtà l’appoggio non è mancato da parte nostra, ma dalla minoranza. Cerchiamo di lavorare per dare una speranza alla città”.

programma straordinario

La replica della minoranza è stata affidata ai consiglieri Falcioni e Lucarelli: “Siete stati molto veloci, certo, ma speriamo che questo documento non sia troppo poco preciso: si parla solo di cantierizzazione e troppo poco di strategie. Iniziamo un cammino senza sapere la destinazione, come sarà la città tra dieci o quindici anni. Senza questa visione di insieme, le scelte tecniche condizioneranno quelle strategiche future. Siamo un po’ preoccupati e perplessi, questo documento andrebbe rettificato”.

Perplessità cui ha risposto ancora Marassi: “Il programma è volto a un primo passo per velocizzare la cantierizzazione: strategia e definizione del piano saranno demandate a una seconda fase, così come gli altri argomenti non ancora definibili. Sottolineo che il programma che si evolverà nel tempo: la prossima redazione sarà volta a dare delle risposte sotto questo profilo”.

programma straordinario 2

È intervenuto anche l’ex sindaco Pasqui: “Avrei voluto dichiarare un voto che speravo fosse unanime, perché ritengo che tutti dovremmo essere uniti in queste circostanze. Abbiamo chiesto incontri aperti, cercando di diventare un tutt’uno con la maggioranza e la cittadinanza e trovare le soluzioni per presentare un PSR condiviso. Purtroppo non sarà così: la maggioranza non ha voluto incontrarci. Sottolineo che abbiamo accolto i vostri inviti e ci siamo messi a disposizione. Posso solo dire che il vostro PSR è un libro dei sogni. Il Programma non è solo la ricostruzione materiale della città, ma anche quella sociale ed economica del territorio. Legnini parla di idee: in questo PSR non ci sono idee di una Camerino futura. Non sappiamo cosa sarà dell’economia e dell’istruzione della nostra città, sappiamo solo che acquisteremo da un privato un edificio di cui non conosciamo il costo (con riferimento alla proposta di acquisizione dell’immobile Ex Banca delle Marche, ndr). Non ci sono progetti, ci sono difficoltà a rispondere ai nostri appelli e ai nostri emendamenti: quando si parla di condivisione non si dovrebbero chiudere porte in faccia. Mancano gli strumenti per far partire, non ripartire, la ricostruzione: dovrete spiegare ai cittadini quale futuro attende la città. Noi restiamo a disposizione per lavorare insieme, per trovare una collaborazione che finora non abbiamo visto”.

Sandro Sborgia, il sindaco, ha mostrato allo stesso modo rammarico per la spaccatura tra le due fazioni: “Prendo atto a malincuore della mancanza di voto unanime, ma siamo convinti di avere fatto un ottimo lavoro, che rappresenta una testimonianza di rispetto e di impegno nei confronti della popolazione che ci ha eletto. Noi stiamo portando avanti il nostro mandato. Il Programma può essere migliorato, anche con l’aiuto della minoranza, di cui rispetto il voto contrario”.

È intervenuto anche il Commissario Straordinario Giovanni Legnini, che non è entrato nel merito delle discussioni, ma ha sottolineato la rilevanza di uno strumento come il PSR: “Sarebbe stato difficile con uno strumento urbanistico classico agire come intendete fare con questo PSR, che invece è dinamico per definizione. Si può dire che il processo sia partito e che cominci ad avere una dimensione significativa. Solo con uno strumento programmatico la ricostruzione potrà giungere a maturazione. Saranno i fatti a dire se le scelte prese sono state buone. Il 2020 è un anno che si chiude con risultati importanti sotto il profilo della ricostruzione, in un periodo molto complicato: in futuro sarò pronto a sedermi con voi per discutere ulteriori ordinanze speciali. Iniziamo l’anno nuovo con avanzamenti importanti, per questo vi ringrazio”.
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Casi covid a Tolentino. La comunicazione arriva dall'ufficio stampa che ha dirmato un comunicato stampa dove si precisa che a seguito dei periodici controlli all’interno dell’ASP – “Vincenzo Porcelli” di Tolentino, al momento sono risultati positivi tre operatori di una cooperativa che opera all’interno e dodici ospiti sui 90 attualmente presenti nella struttura. Dati che sono stati confermati dai tamponi molecolari praticati subito dopo i tamponi cosiddetti “veloci”. Lo screening ha riguardato tutti gli ospiti presenti. Va precisato che le dodici persone risultate positive sono tutte asintomatiche, solo due di loro presentano un lieve stato febbrile.

Immediatamente, avvertito il Sindaco Pezzanesi, il Presidente Sbaraglia e il Direttore Ricci, informati i familiari degli ospiti, hanno attivato tutte le procedure atte a contenere il contagio. Tutte le persone risultate positive sono state isolate in una zona appositamente allestita, evitando ulteriori contatti con gli altri ospiti e seguiti e curati dal personale interno coadiuvato dal nucleo Usca del Distretto sanitario.

Sono state anche interrotte tutte le attività rivolte ai semi residenti e che passano solo parte della giornata o consumano i pasti presso la Casa di Riposo.

Purtroppo – ha dichiarato il Presidente Giorgio Sbaraglia – malgrado tutte le nostre attenzioni, il covid è riuscito a entrare anche nella nostra struttura. Alziamo ulteriormente il nostro livello di guardia per contenere i contagi e i disagi. Ora vogliamo tornare quanto prima alla situazione dei giorni precedenti con la nostra residenza per anziani “covid free”.

Il Direttore Simone Ricci ha precisato che tutti gli operatori hanno lavorato e lavorano con la massima attenzione. Purtroppo non è bastato ad evitare il contagio. Siamo intervenuti in maniera repentina, adottando tutte le profilassi necessarie per isolare gli ospiti risultati contagiati in una zona appositamente attrezzata della nostra struttura, a cui accede solo il personale sanitario. Dispiace molto aver preso atto di questa situazione proprio mentre si sta avviando la campagna vaccinale. Sembra quasi un beffa. Quando eravamo vicini al traguardo purtroppo è arrivato il contagio.

Malgrado le nostre continue precauzioni – afferma il Sindaco Giuseppe Pezzanesi – il covid colpisce i nostri ospiti della Residenza per Anziani. Possiamo ipotizzare che qualcosa possa essere avvenuto attraverso servizi che riceviamo dall’esterno. Per tutti questi mesi abbiamo lavorato per scongiurare possibili situazioni di contagio ma purtroppo non è bastato. E’ questa la dimostrazione di un virus in continua evoluzione, capace di colpire anche se si presta la massima attenzione.



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Tra i premiati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella c'è anche la camerinese Nazzarena Barboni, Il presidente Mattarella ha conferito 36 onorificenze al Merito della Repubblica italiana a "Eroi civici".
Nazzarena Barboni fondatrice dell'Associazione Raffaello, ha ricevuto il premio con la seguente moticazione: “per la sua generosa dedizione al supporto dei piccoli pazienti oncologici e alle loro famiglie”. Un riconoscimento per cittadini e cittadine che si sono distinti in particolare per atti di eroismo, per l'impegno nella quotidianità, nel volontariato, per l'attività in favore dell'inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dl primo cittadino di Camerino Sandro Sborgia. 

Il sindaco di Camerino Sandro Sborgia

"Apprendiamo con enorme gioia del riconoscimento conferito alla nostra concittadina Nazzarena Barboni dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha commentato il sindaco di Camerino - per il suo eroico impegno civico a supporto delle famiglie e dei bambini malati oncologici. Tutti insieme esprimiamo a Nazzarena i nostri sentimenti di gratitudine e riconoscenza per il modo esemplare con il quale profonde il suo impegno nei confronti dei meno fortunati. Con il silenzio e la discrezione che la contraddistinguono è vicina a tutte le persone che hanno bisogno di aiuto in modo generoso e gratuito. Dobbiamo tutti esserne fieri e orgogliosi".

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Avvio degli interventi di recupero e miglioramento sismico del bellissimo Teatro Comunale G. Leopardi chiuso a seguito del terremoto del 2016.
La notizia è stata diffusa dal Sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, e dall’assessore alla ricostruzione, Giordano Saltari .
In una recente delibera di giunta è stato infatti approvato il progetto di fattibilità tecnica- economica determinando un importo complessivo di € 1.650.000,00, calcolato sulla base del rilievo dei danni subiti dall’edificio e delle indagini svolte sulle strutture.
Assessore Ricostruzione San Ginesio Giordano Saltari

L’iter che segue prevede che entro il mese di gennaio 2021 ci sarà la predisposizione e la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei servizi tecnici di ingegneria e architettura per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo, coordinamento sicurezza e direzione lavori. Entro il mese di febbraio verrà individuato il professionista che dovrà redigere i due livelli di progettazione.

Al netto di tutti i tempi tecnici necessari per l’acquisizione dei dovuti pareri,autorizzazioni e nulla osta, i progetti saranno approvati entro metà del 2021. Va precisato che solo col progetto esecutivo in mano si potrà avere una ricognizione più accurata e dettagliata sia dell’importo dei lavori, sia dei tempi per la realizzazione degli stessi.

Teatro Giacomo Leopardi ph.Roberto DellOrso

Inoltre, una volta approvato il progetto esecutivo, sarà poi possibile indire la procedura di gara per l’affidamento dei lavori che in base all’obiettivo che si è posto l’amministrazione comunale dovrà avvenire entro la fine del 2021.

Il Teatro ha una valenza importantissima e centrale in questo meraviglioso borgo della provincia di Macerata , oltre che Paese Bandiera Arancione, dove il Santo eponimo è il Santo Protettore degli attori e della gente di teatro. A questo proposito il Comune ha ideato, come strategia di rilancio culturale, un festival e un premio, il Ginesio Fest e il Premio San Ginesio dedicati all’Arte dell’Attore che consentirà di far conoscere e promuovere San Ginesio come il BORGO DEGLI ATTORI.
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